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FAGIOLI ... PENSIERO STUPENDO

A proposito del "GRANDE FRATELLO"

Un gruppo di scienziati si è riunito a Wuppertal, in Germania, per studiare gli effetti sul comportamento umano in seguito alla visione del suddetto programma televisivo.Il professor Otto Von Kassel, coordinatore del simposio, volendo sintetizzare in poche e illuminanti parole quanto è stato scoperto dagli studiosi, si è così espresso : abbiamo l'assoluta convinzione di credere che, se avessimo proposto a Hitler oppure ad Eichman di utilizzare il "GRANDE FRATELLO" come strumento di tortura nei confronti dei detenuti di Auschvitz, i due criminali nazisti avvrebbero risposto : "Non esageriamo, anche noi abbiamo un limite!"

ELucuBRAzioNi Di uN PEToMANE

Il perché di una scelta ... clicca sulla foto e ascolta il mio penzsziero

editoriale@sitoesaurito.it

Salgono miasmi nauseabondi, dal sottoscala della rete.
Si sente qualcuno sghignazzare. Vi siete lasciati andare, toccando il fondo delle vostre coscienze. Avete fatto bene. Numerosi, a quanto pare, transitate per le vie malfamate di un “sito esaurito” che trasuda di peti e rutti, di una goliardia da taverna dove non cenerebbe neanche la più malcapitata delle reclute in libera uscita.
Non vogliamo mettervi sul lettino dello psicanalista, dove da par nostro ci stendiamo solo per leggere “Zagor, lo spirito con la scure”, o “Soldino”, non vogliamo fare sociologia a buon mercato, ripescare in rete esperimenti radiofonici di Pannelliana memoria.
L’Italia è anche questa, anche questi siamo noi, nessuna grande scoperta. Ogni tanto però, chiudiamo la finestra per sfuggire al tanfo che ci ammorba, l’ennesimo rutto, il vuoto banale da riempire con immondizia griffata in offerta speciale, giusto per dissacrare chi ci comanda, ci mette in coda ai semafori o al supermercato.
Lanciare un sasso nel buio della rete, senza aspettarne il tonfo, come da bambini si appallottolava il foglio con il dettato, sognando di centrare il bidello. Ma cos’è che vale, e cosa non vale? cosa è cultura, e cosa controcultura, cosa espressione ufficiale e cosa istinto, emergenza, periferia, rigagnolo nel fiume della rete che gronda e-commerce e trading?
Forse vale quello in cui si crede, o si crede di credere, fosse anche il peto o il rutto lanciato al mondo di quarantenni mai cresciuti, fumando l’ultima Marlboro in bilico sull’abisso, al bivio di strade che non portano in nessuna città. Forse vale di più una doccia, o una gita con “Peppe” fino alla Grotta Azzurra, che una levataccia per la regata alla moda. Forse conta accostare l’assurdo, cercando il normale, scandagliare il nulla, per sfuggire al vuoto. Scaldabagni e guglie gotiche, cannoni arrugginiti e centrifughe Termozeta, reattori di aerei precipitati nell’Atlantico e bocce di vetro per i pesciolini rossi. Tutto conta e tutto è inutile, tutto non serve e tutto può tornare buono. Forse non c’è altra scelta, tornando a casa, che comprare il pane, aprire la porta ecc ecc…
Forse l’unica è inviare peti al pianeta, sperando così di purificarlo.
Oppure bere un Jack Daniel’s al balcone, guardando macchine in fila strombazzare per un altro millimetro, guardie inseguire ladri, ambulanze portare moribondi in Paradiso, e buttare la cenere sulla pelata del portinaio. Poi rientrare e leggere “La gazzetta dello sport” di due mesi addietro. Forse l’unica è vivere da re, e morire da barboni, senza campane e corone di fiori, forse l’unica è vivere da barboni, e morire da re, con funerali di stato in contemporanea su tutte le reti.
Forse l’unica è ascoltare musica classica, a tutto volume, alle 5 del mattino, oppure Mino Reitano, che una volta fece un autografo a un nostro cugino. Ordinare delle pizze, e poi scappare di casa. Leggere Svevo e Calvino, e preparare da esterni l’esame per la patente “c”. L’unica, forse, non esiste.

 


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